La Volpe Azzurra E La Bambina Capricciosa

scritto da Taby-Saby
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Testo: La Volpe Azzurra E La Bambina Capricciosa
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Nel bosco di Smeraldo, dove gli alberi sussurravano segreti antichi, viveva la Volpe Azzurra. Non era un animale comune; il suo pelo irradiava una luce fredda, simile al colore del cielo prima di una nevicata perfetta. Si diceva che chiunque la vedesse avrebbe ottenuto un desiderio, ma solo se la Volpe avesse "permesso" che il desiderio si avverasse. Ai margini di quel bosco viveva Livia, una bambina di otto anni con occhi grandi e un capriccio grande quanto la sua curiosità. Livia non desiderava giocattoli o dolci; desiderava l'impossibile. Aveva sentito la storia della Volpe Azzurra e aveva deciso che lei, Livia, avrebbe domato quella creatura e l'avrebbe costretta a esaudire il suo unico, grande desiderio: trasformare la luna in cioccolato fondente. Per giorni, Livia si avventurò nel bosco, lasciando tracce di briciole di pane che la Volpe, con la sua intelligenza superiore, ignorava con eleganza. Livia non capiva la pazienza; voleva risultati immediati, come se la realtà fosse un interruttore da accendere. Un pomeriggio, finalmente, la vide. La Volpe Azzurra era seduta su una radice muschiosa, la coda che si arricciava come un'onda di zaffiro. "Volpe!" gridò Livia, correndo verso di lei. "Voglio che la luna diventi cioccolato!" La Volpe alzò appena la testa, i suoi occhi gialli fissi su di lei. Non parlò con la voce, ma con una vibrazione che risuonò nella mente di Livia: "Perché"? "Perché è il mio desiderio! E tu devi esaudirlo!" insistette Livia, battendo i piedi. rispose la Volpe. <È un ponte. Se costruisci il ponte con la forza, crolla prima che tu possa attraversarlo>. Livia si sedette a terra, frustrata. "Allora non voglio più niente!" La Volpe si alzò, muovendosi con una grazia fluida. Si avvicinò lentamente alla bambina, e Livia, per la prima volta, non provò l'impulso di afferrarla. Sentì solo il freddo gentile emanato dal suo manto. . La Volpe si voltò e si allontanò, scomparendo tra le ombre bluastre degli alberi. Livia rimase sola, guardando il cielo dove la luna, piccola e lontana, brillava indifferente al suo capriccio. Non aveva ottenuto il cioccolato, ma aveva ricevuto qualcosa di più raro: la comprensione che la vera magia non risiede nell'ottenere ciò che si vuole, ma nel desiderare ciò che è raggiungibile con il cuore, non con la prepotenza. Il giorno dopo, Livia tornò al bosco, ma non per cercare la Volpe. Portò con sé un piccolo libro di disegni, sperando di poter catturare, con la matita, la bellezza sfuggente della luce azzurra.

La Volpe Azzurra E La Bambina Capricciosa testo di Taby-Saby
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